BE-MOVIE, la recensione del gioco nel quale il set traballa quando un personaggio sbatte la porta

Immaginate di fare il vostro ingresso nelle rovine di quei templi perduti che sono oggi le videoteche. Vi aggirate in questo labirinto di generi, sotto generi, titoli assurdi e contenuti ancora più inverosimili. Ecco, scegliete un genere, un sottogenere, lasciatevi guidare da quel titolo così strano e ora prendete in mano quella VHS/DVD che ha attirato la vostra attenzione. Nel migliore dei casi si tratterà un film di cui non hai mai sentito parlare e che promette tutt’altro che bene, ed è proprio a questo genere di film a bassi costi di produzione che si ispira il quasi omonimo gioco sviluppato da Helios Pu e distribuito da GG Studio. Finalista Miglior Gioco di Ruolo 2018, Be-Movie omaggia il cinema usandolo, violentandolo e celebrandolo al fine ultimo di risolvere al meglio una narrazione collettiva.

In quanto gioco interamente narrativo potrete dunque dimenticare statistiche e lanci di dado (o estrazioni di carte). Ci saranno certo le schede dei Personaggi, mentre il Regista potrà appuntarsi ciò che gli serve sull’apposito Registro. Il resto viene messo a 180° gradi nella grande fornace che è la fantasia dei giocatori/Attori seduti al tavolo, un pastiche narrativo portato avanti dalle interazioni tra Regista e Attori, dai cosiddetti Confronti e dal semplice narrare ciò che accade mediante il linguaggio proprio della sceneggiatura.

Da qui la regola madre del gioco, secondo la quale ciò che non si può mettere in scena non esiste. Bando alle descrizioni superflue e introspettive dunque, e largo invece all’azione più tangibile, spontanea e, certo, pericolosa. Il tutto accompagnato da una clessidra sotto forma di pellicola a scorrimento in cartoncino, un metodo efficiente per rappresentare i costi di produzione che si assottigliano sempre più, i tagli repentini, o gli investimenti su qualche effetto speciale.

In Be-Movie la parola è del Regista, ma le Parole Chiave sono degli Attori, laddove per Parole Chiave intendiamo parole estrapolate dal Blurb (normalmente una frase elogiativa del prodotto da parte di importanti testate, qui intesa come una sinossi contenente il problema che i protagonisti dovranno cercare di risolvere), uno tra i pochi strumenti in mano a ciascun Attore, insieme agli Special e a i Fotogrammi, per prendere in mano la narrazione e aggiungere dettagli alla scena con lo scopo di portarla a proprio vantaggio o, fortemente consigliato, a proprio svantaggio.

L’obiettivo del gioco non è infatti quello di vincere contro il Regista o superare le prove che ci vengono messe davanti, bensì portare a casa una storia che valga all’incirca la pena d’esser definita tale. Sulla falsa riga di altri GdR (tutti citati nel manuale) cui si ispira, il gioco propone dunque di tramare insieme col minor impedimento regolistico.

Da giocatore di ruolo e soprattutto da master, mettendomi alla prova con giochi di narrazione ho messo alla prova anche le mie capacità d’interpretazione, la spontaneità, l’improvvisazione richiesta per lasciarsi sorprendere e, viceversa, il problem solving giusto per non farsi mai cogliere impreparati. In questo senso Be-Movie è il gioco giusto per lanciarsi tra i lupi e iniziare un giro di giostra che nessuno sa quando e come finirà.

Dopo avere divorato il manuale in un paio d’ore (ndr. portatevi sempre da leggere nei luoghi in cui dovete fare della fila) sono finora riuscito a giocare a questo gioco una volta e mezzo nel giro di un mese. Se siete arrivati fino a questo punto della recensione, forse vorrete sapere com’è andata.

Buona la ½. Il mio debutto come Regista di Be-Movie è stato con due soli Attori e il tempo tiranno che ci ha impedito di portare a conclusione il nostro film. In attesa di riprendere in mano il filo della narrazione la partita è intanto entrata nella nostra mitologia delle nostre giocate. Questo quello che ne era venuto fuori.

Titolo: Suffragette Laser

Genere: Fantascientifico (Flavour – Storico)

Copertina: Quattro donne inquadrate dall’alto su copertina bianca incrociano i loro laser andando a comporre il simbolo femminile ♀.

Blurb: 2083. Un congresso di politicanti maschilisti ha trovato il modo di eliminare le donne dalla catena della riproduzione grazie alla clonazione. Toccherà a quest’ultime riunirsi e riprendersi il ruolo che spetta loro nell’universo.

Non è difficile immaginare cosa possa esser seguito a simili propositi e, in attesa di scoprire chi si celi dietro la Madre Galattica a capo delle Suffragette, in questo connubio tra The Handmaids Tale e Blade Runner, mi astengo dall’aggiungere dettagli su quanto accaduto (cosa che potrei fare in futuro a film compiuto).

La nostra seconda partita ha visto il debutto di altri due giocatori, raggiungendo così il numero massimo consigliato di Attori e quindi il numero massimo di scene a disposizione. Con tutto il tempo a disposizione siamo riusciti a portare a casa la storia, soddisfatti e imbarazzati al tempo stesso da ciò che le nostre menti sono riuscite a partorire.

Titolo: Railblood – Terrore sulle rotaie

Genere: Horror (Flavour – Poliziesco)

Copertina: La sagoma della testa di un treno emerge dallo sfondo nero ed è in parte delineate dal soffio di vapore rosso sangue dentro al quale sono visibili gli occhi e il naso di un teschio umano. In alto il logotipo RAILBLOOD gronda sangue, mentre a pié di copertina troviamo la traduzione italiana e volutamente errata del titolo.

Blurb: Epoca vittoriana. Uno degli ultimi ritrovati tecnici sta per diventare il luogo ideale per una serie di efferati omicidi. Prossima fermata la morte.

Ne è risultato un gruppo di protagonisti fuori dal comune, composto dalla Vampira Claudia (ispirata all’omonimo personaggio di Intervista col Vampiro), un licantropo di nome Hultimoh, la Regina Vittoria, cacciatrice di mostri e malata di malaria, e il fuochista Piero, tutti a bordo di un treno disperso in mezzo a una bufera di neve. Uno scontro tra mostri e classi sociali, passando per un attacco terroristico, culmina con un’alleanza inaspettata e il malconcio trionfo della classe operaia. Nella scena di chiusura Piero, reo di due omicidi ma sopravvissuto alla carneficina, viaggia a bordo dell’unico pezzo di treno rimasto, mentre Hultimoh e Claudia, che ora possiede la conoscenza della più longeva Regina d’Inghilterra, passeggiano, anni dopo, per le strade di Londra alla ricerca di nuove vittime.

Railblood – Terrore sulle rotaie è tutto ciò per cui non pagherei mai un biglietto, ma giocarlo è stato, oltre che divertente, incredibilmente stimolante.

In conclusione Be-Movie se ne esce dalla mischia come un gioco semplice e originale, potenzialmente consumabile all’infinito, complice la mancata esigenza di espansioni future. Tutti ingredienti, quelli riscontrati in fase di studio e di gioco, che non a caso gli hanno permesso di concorrere all’Oscar del mondo ludico al fianco di giganti del settore provenienti da Oltreoceano e proposte di setting un po’ masticati e che, tuttavia, si confermano insormontabili.

Si ringraziano per avere giocato con me a Be-Movie Erica di Elle, Lio, Nassy e Il Negromante Radioattivo.

BE MOVIE

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Helios Games

GG Studio

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