En cas de malheur. Le mie #recensionispicciole di maggio 2019

Con un po’ di ritardo le mie (o la mia) #recensionispicciole pubblicate sulla pagina Facebook del mio blog nel mese di maggio.

En cas de malheur (Autant-Lara, 1957) 

Ieri sera sono andato a vedere En cas de malheur (Autant-Lara, 1957) tratto dal contemporaneo e omonimo romanzo di Georges Simenon. Il secondo film che vedo dopo La verité (Clouzot, 1960) con protagonista Brigitte Bardot.

Entrambi tipici affair francesi dal finale tragico, in quest’occasione ho apprezzato in particolare un problema tecnico in sala che ha fatto sì che l’ultimo minuto di film fosse muto, senza musica né dialogo. Ad alcuni scambi di sguardo confusi è seguito un silenzio quasi rituale mentre Jean Gabin lasciaval’albergo in cui è stato rinvenuto il corpo senza vita del personaggio della Bardot. L’attenzione alla scena si è fatta se possibile ancora più intensa, l’empatia con il protagonista più profonda.

Questo finché all’accensione delle luci sono cominciate le prime lamentele da parte di pochi, convinti di essere stati privati di qualcosa e ignari dell’inconsapevole magia che ci è stata regalata. Un tipo di imprevisto sempre più rado e difficile da incontrare, e che quando capita di incrociarlo lo si saluta con tenerezza e un po’ di imbarazzo, come un vecchio amico o amante.

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