BOX OFFICE. TOP GUN: MAVERICK fa la storia dei sequel mentre è ancora in volo

In attesa dei numeri di Thor: Love and Thunder (in sala in questi giorni), Minions: The Rise of Gru incassa nel weekend 26 milioni di dollari per un totale attuale di 262 milioni a 17 giorni dall’uscita negli USA (in Italia uscirà ad agosto). Cifre simili al lancio del primo capitolo della saga sui Minion (115 milioni) ma più lente, come fu per Despicable Me 3 (che incassò 272 milioni ma con un lancio da soli 99). Di questo passo The Rise of Gru terminerà la sua corsa tra i 336 e i 371 milioni di dollari in casa. Un preventivo comunque migliore rispetto a quello di Love and Thunder, che presumibilmente si assesterà tra i 324 e i 370 milioni, o a quello di Jurassic World Dominion.

Vedremo se il film d’animazione per tutta la famiglia si aggiudicherà il quinto posto tra gli incassi maggiori dell’estate, oppure il terzo sul podio dietro Doctor Strange in the Multiverse of Madness (412 milioni) e Top Gun: Maverick.

Il sequel del cult anni Ottanta ha guadagnato altri 27 milioni di dollari nell’ottavo weekend dal suo debutto nelle sale, arrivando così a incassare solo su suolo nazionale 617 milioni di dollari e diventando il quarto incasso più alto nel suo ottavo weekend dietro a Titanic (23 milioni nel 1998), Avatar (22 milioni nel 2010) e Home Alone (13 milioni nel 1991). Superando Incredibles 2 (608 milioni), Top Gun: Maverick è il sequel più grande della storia in termini d’incassi a livello nazionale. A livello globale si mette in fila dietro per l’appunto Incredibles 2 (1,243 miliardi), Avengers: Age of Ultron (1,405 miliardi) e Frozen II (1.045 miliardi). L’ultima impresa di Tom Cruise ha quindi superato Beverly Hills Cop (616 milioni) posizionandosi all’ottavo posto tra i biglietti più strappati di sempre della Paramount (al primo ovviamente sempre Titanic).

Con un totale d’incasso globale odierno di 1.236 miliardi di dollari, Top Gun: Maverick è ufficialmente il quinto maggiore incasso della storia non proveniente da casa Disney o Universal.

Fonte: Forbes

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