Aspettando Halloween – Not Today, Satan. 10+ serie e film a tema per ammazzare il tempo ad Halloween

Netflix’s Chilling Adventures of Sabrina e Stranger Things

A Greendale è come se fosse sempre Halloween. Questa la premessa fatta a partire dal primo teaser di Chilling Adventurers of Sabrina, il ritorno in pompa magna della teenager che ha stregato un’intera generazione nel meno fedele al fumetto live action anni Novanta. Premessa che non viene smentita per tutta la prima stagione composta da venti episodi divisi in due parti, dove i temi e il mood non vengono mai traditi, anzi, con lo scoppiettante season finale vengono solo rilanciati verso un’attesa seconda stagione.

Vera e propria serie evento è invece Stranger Things, che giunta alla sua terza stagione non abbandona la propria mission di rievocazione storica, culturale e di genere, attingendo a piene mani dal patrimonio cult del periodo anni Ottanta e in particolare alla cultura Geek, Horror e fantascientifica. Nella mia ultima recensione su Stranger Things mi sono soffermato su un leggero cambiamento di rotta rilevato nell’ultimo capitolo della saga: l’America verso l’ultimo decennio del primo millennio vista come un gioco truccato impossibile da smascherare. Palpitante senza ombra di dubbio l’attesa verso una quarta stagione che ha tutta l’aria di essere un punto di non ritorno a tutti gli effetti.

Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas e Corpse Bride

Film di natale o film di Halloween? Su questa domanda probabilmente The Nightmare Before Christmas ha diviso generazioni di spettatori e, parola di chi scrive, messo a repentaglio amicizie durature. Difficile tuttavia immaginare il capolavoro d’animazione di Tim Burton come un film natalizio, laddove i protagonisti, gli abitanti del mondo di Halloween, e in particolare il Re delle Zucche Jack Skeleton, compiono incredibili peripezie per poi tornare allo stesso punto di partenza. Perché “nessun posto è come casa”, seppure conoscere e lasciarsi trasportare da quel cos’è? che si trova all’esterno del mondo ordinario può rappresentare una fantastica avventura e spalancare nuovi e magici orizzonti. In quanto proprietario di casa/blog posso dirlo: l’incubo prima di natale di Tim Burton è e sarà sempre un gioiellino di Halloween e, tuttavia, va visto in tutti i periodi dell’anno.

Nessun dubbia invece sull’appartenenza di genere di un film come Corpse Bride, tra gli ultimi colpi di genio di Burton prima di un inaspettato arresto produttivo e qualitativo che coinvolge alcuni tra i titoli più famosi dell’ultimo periodo, comunque non all’altezza di quelli che erano i suoi film fino a dieci anni prima. Corpse Bride fa piangere, ridere ed emozionare grandi e piccini, risaltando le capacità di Burton di esorcizzare la morte, rendendola più vivace della vita stessa.

Scream e Scream the TV Series

Adattamento o opera originale? Opera originale o adattamento? Ma soprattutto, qual’è il tuo film preferito? Il caso di Scream e del suo adattamento televisivo è uno dei pochi che può vantare un’intelligente continuità che gli garantisce un mantenimento dei punti cardine che hanno reso celebre la saga cinematografica di Kevin Williamson e Wes Coven. Va detto che Williamson aveva già in un certo senso riadattato il proprio stile alla serie anni Novanta Dawson’s Creek, ma con Scream: the TV Series la fama e il prestigio dei film, che all’epoca aprirono le porte all’horror post-moderno e metanarrativo cui oggi siamo molto più abituati, se non addirittura saturi, la sfida viene rilanciata a un livello se possibile ancora più alto, ovvero quello dei nuovi media e della serailità televisiva contemporanea.

Scream: the TV Series mantiene quindi le peculiarità della saga originale pur sovvertendone tratti altrettanto iconici (su tutti la maschera dell’assassino). L’adattamento non risente del salto generazionale proprio grazie a questa capacità di sopravvivenza del prodotto, della trasposizione mediale, fisica e testuale. Significativa la scelta di sostituire al nerd dei film Randy Meeks l’altrettanto appassionato dell’orrore Noah Foster, quindi alle regole del cinema horror le regole della serialità televisiva di genere, al terrore al telefono la brutale viralità della rete.

Nella sua relativa mediocrità qualitativa Scream: the TV Series ci ha visto giusto e ha colto, al contrario di tanti altri adattamenti, il cuore dell’opera originale. Resto personalmente di altro avviso sulla sedicente terza stagione della serie, che è in realtà una miniserie evento ed è decisamente un passo indietro rispetto alle precedenti. Proprio per la sua natura di evento televisivo, tuttavia, Scream: Resurrection può rivelarsi l’appuntamento perfetto per raccogliere un gruppo di amici la notte del 31… basta guardarsi le spalle, perché ricordate: l’assassino potrebbe essere chiunque.

Film per tutta la famiglia: Hocus Pocus, Casper, Scooby-Doo

Ci sono film sul tema che sono e restano ineguagliabili. Tra questi sicuramente Hocus Pocus, la caccia alle streghe per tutta la famiglia con le indiscusse protagoniste Bette Midler, Katy Najimy e una giovanissima Sarah Jessica Parker, nei panni delle malefiche ma irresistibili sorelle Winifred, Mary e Sarah Sanderson. Aleggia negli ultimi tempi una minaccia all’orizzonte circa il sequel di questo caposaldo del genere, possibilità che sento di non auspicare in partenza, bollando i tentativi di speculare su titoli di successo che basterebbe rilanciare nelle giuste sedi e nel periodo dell’anno adeguato.

Di diversa opinione sono per film che potrebbero benissimo sforare il periodo di Halloween e che divertirebbero comunque spettatori di ogni età. Tra alcuni invecchiati meglio e altri peggio, segnalo in ordine di affetto e, sento di doverlo dire, in ordine di qualità, gli adattamenti cinematografici di Casper e Scooby-Doo. Il primo mi ha letteralmente cresciuto, ne ho consumato la VHS e visto addirittura i cartoni animati. Del secondo ho seguito e seguo sempre volentieri le avventure animate della Misteri affini e all’epoca apprezzai anche il live action. Ad oggi, tuttavia, del film di Scooby-Doo non resta che un prodotto comunque piacevole da vedere, ma non certo memorabile.

Tutt’altro discorso vale per l’appunto attorno a Casper, decisamente più avvincente e delicato nello stile del racconto, in linea con la festività in oggetto e sempreverde per gli appassionati del genere.

Tutti e tre i film, Hocus Pocus, Casper e Scooby-Doo, restano comunque ottimi titoli consigliati per tutta la famiglia e perfetti da recuperare o rivedere proprio in questo periodo dell’anno.

Ryan Murphy’s AHS e Scream Queens

Se c’è una reginetta dell’horror dei tempi nostri, alla pari della miglior Jaime Lee Curtis, quella è certamente Ryan Murphy.

Autore ormai indiscusso e pluri-riconosciuto nel panorama seriale televisivo grazie al suo stile peculiare e distinto, tra il miglior trash di genere e il postmodernismo che abbiamo accennato parlando dello Scream cinematografico, Murphy vanta un fiorente numero di serie e miniserie l’anno, alcune di queste particolarmente apprezzate da pubblico e critica.

Tra queste spicca in pole position American Horror Story, antologia televisiva giunta ormai alla sua decima stagione e forse al suo tramonto, dopo una nona stagione (AHS: Apocalypse) che non definirei per nulla esplosiva o all’altezza degli standard cui lo show ha abituato le nostre papille. In un recente commento per Lost in A Flashforward ho provato a spiegare perché.

Punti di non ritorno a parte, AHS resta sicuramente una delle serie più iconiche e intelligenti dell’ultimo decennio. Intelligenza e consapevolezza che Murphy ha provato a trasmettere in un’altra serie, decisamente meno brillante ma comunque irriverente e in linea con i suggerimenti per la visione che stiamo provando e delineare. Parliamo di Scream Queens, della sua breve ma esilarante vita e della riscoperta di Emma Roberts, Scream Queen dal suo debutto nel genere per Scream4, dove la Roberts interpreta il Ghostface di turno, al suo ruolo di protagonista proprio in AHS, dove sembra toccare a lei e a Billie Lourd, anche lei protagonista di Scream Queens, il pesante fardello di mantenere viva l’attenzione degli spettatori nei confronti di una serie ormai orfana dei suoi volti più noti (prima Jessica Lange, ora Evan Peters e Sarah Paulson).

I film e le serie a tema sarebbero molti, e tanti ne avevo messi in programma da recensire e che sto guardando e riguardando in questi giorni. Tuttavia sono altrettanti gli Halloween che abbiamo davanti, quindi tempo al tempo e godiamoci anche quest’anno la nostra festa preferita … dolcetto o scherzetto? 🎃

Estate portami via. 3 improbabili 90’s series rewatch per combattere la malinconia estiva

N.d.A. Il titolo di questo articolo è un inganno. Più che combattere la malinconia estiva, i mondi narrativi che vado a proporvi non faranno che aggravarla. Si prega quindi di consultare un medico prima di riaprire determinate porte, e soprattutto armarsi di tanta pazienza qualora si decida di dare retta a chi scrive.

Avrei potuto fare un elenco molto più lungo, inserendo serie anni Novanta che hanno contribuito forse in maniera ancora più evidente alla storia della serialità televisiva contemporanea. Lo scopo di questa top3, che non è comunque stilata in ordine qualitativo, resta quello di proporre un rewatch che si sposi bene con un determinato mood.

Dawson’s Creek

Anawanaway!! Sembra un’esclamazione caraibica di benvenuto quella con cui decidiamo di aprire questo primo rewatch caldamente consigliato per non soccombere alla malinconia delle sere estive.

Qui le chiacchiere stanno a zero, come direbbero i romani: l’autore di questo articolo appartiene come tanti alla generazione Dawnson’s Creek, cresciuto cioè con il traballante palinsesto pomeridiano propinato dalla televisione privata e rovinato dai confusi insegnamenti di questo teen drama. Grazie a Dawson ricordo di avere fatto mio le dita tra i capelli nei momenti più tragici della mia adolescenza, quando non avevi ragazze che ti entravano dalla finestra ma nuovi amori ad ogni anno scolastico.

A vederlo a ventisette anni Dawson’s Creek è certo meno incantevole, alcuni tratti peculiari restano e funzionano ancora oggi.

In primis, l’ineguagliabile fame di cinema di Kevin Williamson (Scream) impregna tutta la prima stagione e oltre. Emblematico il Lady Killer di The Scare (un richiamo ai più iconici assassini, al primo posto lo stesso Ghostface) così come il vero e proprio adattamento televisivo di The Blair Witch Project che è l’episodio della terza stagione Escape from the Witch Island.

Bisogna poi rendere merito ad alcune scelte comportamentali attribuite agli attempati protagonisti (James Van Der Beek aveva vent’anni quando interpretava il quindicenne Dawson Leery). Laddove risulti facile puntare il dito sulla qualità dello show, decisamente indietro rispetto a prodotti cui siamo abituati oggi giorni, si cela in verità una rappresentazione veritiera dell’essere adolescenti. Frasi fatte, eccessivi scleri, storiche amicizie e cotte estive confuse con grandi amori.

Un trentenne Williamson era entrato nella testa di un’intera generazione al fine di rappresentarla al meglio nella sua fugace ed ingenua spontaneità.

Non dimentichiamo, per concludere, la capacità della serie di creare momenti (e meme) iconici, valore aggiunto che decisamente manca a molti prodotti del momento, soprattutto in ambito teen.

Gilmore Girls

Una melodia strumentale accompagnata da un dolce nannanananaanaahaaa-nannaaaa… e siamo subito nella piazzetta di Stars Hollow, Connecticut.

La stagione la scegliete voi: le zucche d’autunno, la neve d’inverno, i fiori in primavera, il grano d’estate. Potete partecipare all’ultima iniziativa cittadina di Taylor Doose, o mangiare un boccone da Luke’s. Su Trip Advisor il Dragon’s Fly Inn avrebbe sicuramente un ottimo punteggio.

Quando ti manca Gilmore Girls e cerchi qualcosa che colmi il vuoto, non ti rimane che ricominciare Gilmore Girls. Questo è un diktat senza sé e senza ma per chiunque abbia amato le ragazze Gilmore di Amy Sherman e Daniel Palladino, gli stessi che ci fanno altrettanto emozionare e divertire oggi con The Marvellous Mrs Maisel.

Personaggi memorabili, fiumi di parole e una capacità di coinvolgimento con ben pochi precedenti. Queste e altre qualità caratterizzano ciascuna delle sette stagioni di Gilmore Girls e anche l’ultimo revival, A Year in the Life, il degno non-finale alle storyline delle tre (se includiamo Emily) ragazze Gilmore.

Qui siamo a confronto con un prodotto in anticipo sui tempi, una consapevolezza del mezzo e della narrazione superiore a gran parte delle serie a essa contemporanee. Spesso sottovalutato da chi non lo ha visto, Gilmore Girls è forse delle tre serie di questo articolo quella che più in assoluto consiglio per perdersi in un mondo narrativo che ti attende a braccia aperte.

Friends

How you doin? … di certo non molto bene da quando ho finito il mio rewatch estivo di Friends.

Parlando di mondi narrativi che più che coinvolgerti ti avv-olgono nel vero senso della parola, la sit-com per antonomasia con protagonisti i sei amici Ross, Rachel, Monica, Chandler, Phoebie e Joy è sicuramente uno spartiacque nel mondo della serialità televisiva, alla pari di altre serie in rapporto a differenti generi nello stesso decennio.

Basti soffermarsi sui temi trattati a partire dalla prima stagione, con i dovuti limiti del periodo: dal primo episodio vengono affrontati temi come il divorzio, l’omosessualità o la gravidanza assistita. Gag esilaranti si alternano a momenti più seri anticipando l’ibridazione di generi poi perfezionata da serie come Buffy – The Vampire Slayer e Scrubs.

Sentirete molte persone asserire che Friends è la serie con la S maiuscola. Nulla di più vero, se il tutto viene circoscritto nel genere di riferimento. Tutti gli How Met Your Mother, i Big Bang Theory e i New Girl a venire (che ho comunque amato) non hanno detto nulla che non fosse già successo all’interno dell’appartamento più bello della televisione.

Qual’è per te il decennio delle serie televisive che più ti ha rappresentato? e quale la serie tv che non ti stancheresti mai di guardare, indipendentemente dalla stagione dell’anno?

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